Sui 49 milioni Salvini mente sapendo di mentire. Democratica 11 luglio 2018

Francesco Belsito, commentando la sua sentenza di condanna del Tribunale di Genova, a suo tempo, aveva testualmente affermato: “Avevo rapporti con tutti i maggiori dirigenti del Carroccio quando ero tesoriere, anche quelli che fanno finta di non avermi mai incontrato. Certo anche con Matteo Salvini”. In queste ore sul La Stampa, per chi avesse ancora qualche dubbio, chiarisce con una chiarezza devastante “Salvini come europarlamentare si occupava di Radio Padania ed era molto attento a ricevere i fondi. In via Bellerio tutti sapevano (dei versamenti in nero ai collaboratori) Salvini e Maroni, anche Giorgetti, Calderoli”.

A fine 2013, cioè al termine del mandato di segretario, Bobo avrà così ricevuto 12,9 milioni di euro in nome della Lega. Tutti rimborsi relativi a elezioni comprese tra il 2008 e il 2010, quando a capo del partito c’era Bossi e a gestire la cassa era Belsito. Insomma, proprio i denari frutto della truffa ai danni dello Stato.

 Che cosa cambia quando Salvini subentra a Maroni? Niente, se non le cifre. Salvini incassa 820 mila euro di rimborsi per le elezioni regionali del 2010, e due mesi Salvini e la Lega si costituiscono infatti parte civile contro i compagni di partito. Si sentono vittime di un imbroglio, di una truffa che ha sfregiato il vessillo padano. E vogliono essere risarciti. La nuova dirigenza è dunque consapevole della provenienza illecita del denaro accumulato sotto la gestione di Bossi.

Salvini riceve persino una lettera (inviata anche al tesoriere Giulio Centemero) dall’allora avvocato di Bossi, Matteo Brigandì. “Ti diffido dallo spendere quanto da te dichiarato corpo del reato”, si legge nella missiva con la quale la vecchia guardia lancia un messaggio chiaro al nuovo gruppo dirigente: voi ci accusate di aver rubato quattrini, allora sappiate che i soldi che avete in cassa sono il profitto della truffa, e usarli vuol dire diventare complici del reato”.

Sui 49 milioni Salvini mente sapendo di mentire

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