Lega-M5s, sulle partecipate pubbliche è ormai spartizione selvaggia. Democratica 26.07.2018

Sta assumendo contorni sempre più opachi il risiko delle tante nomine che il governo vorrebbe fare prima della pausa estiva.
In primo luogo nel metodo, basato su una logica di spartizione delle poltrone, con incontri tra i vari esponenti della maggioranza che a tavolino si dividono gli uomini chiave delle aziende di Stato sulla base delle appartenenze politiche. Una lottizzazione tipica della prima Repubblica, non certo caratteristica di un governo “del cambiamento”. Al punto che lo stesso presidente Sergio Mattarella oggi ha dovuto mandare un segnale chiaro sul rispetto delle regole, delle procedure e delle competenze. “A me compete ricordare a ciascuno – ha detto – il rispetto del principio di concorrere all’ordinato funzionamento degli organi istituzionali”.

Il secondo aspetto riguarda invece il merito. Non si comprende infatti la logica secondo la quale è stato azzerato il cda di un gruppo, quello delle Ferrovie dello Stato, che negli ultimi anni ha dato buoni risultati sul piano della crescita e dei conti economici. E che, soprattutto, ha raggiunto il suo vero obiettivo visto che negli ultimi quattro anni il numero di passeggeri sui treni è cresciuto del 25%.

Lega-M5s, sulle partecipate pubbliche è ormai spartizione selvaggia

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