L’urlo del Veneto: Salvini ci ha svenduto. Democratica 26.07.2018

Seicento imprenditori veneti riuniti insieme per un confronto sul Decreto che Di Maio chiama dignità, hanno lanciato l’allarme di sopravvivenza. Salvini e Zaia, pur chiamati in causa, si sono ben nascosti.

I rappresentanti di 3.400 imprese venete si sono accorti sulla loro pelle che il Governo costituisce un enorme e pesante problema per il futuro, loro e del Paese.  Deprimere l’economia del nord est del Paese sarà l’ennesimo risultato negativo del provvedimento. “Il Governo ci rovina”, “il Decreto rende più incerto e imprevedibile il quadro delle regole per le imprese“, “si disincentiva l’impresa“, “si perde occupazione e si allontanano gli investitori italiani ed esteri“. Queste, alcune delle espressioni degli imprenditori. Un vero allarme sociale.

Il Veneto, prima che arrivasse Di Maio, ha superato i livelli occupazionali pre crisi. Anzi, mai dagli anni settanta aveva avuto un così alto numero di occupati. Solo nel primo trimestre 2018 c’è stato un saldo positivo di 53.200 nuovi posti di lavoro e la crescita dei contratti a tempo indeterminato (29.500, +26%).

Lo sanno bene gli imprenditori veneti – e lo ripetono spesso – che questi risultati sono stati possibili grazie alla ripresa economica accompagnata dal Jobs act che loro hanno saputo interpretare per innovare la qualità delle loro produzioni e, quindi, affrontare con più forza la competizione internazionale.

L’urlo del Veneto: Salvini ci ha svenduto

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