Troll e fake news, dalla Russia con furore. Democratica 2.08.2018

Il sito americano Fivethirtyeight.com ha pubblicato quella che è una delle più grandi fughe di notizie della storia giudiziaria statunitense, nove file Excel che contengono circa tre milioni di interventi su Twitter. Di chi sono questi tweet? Sono di profili sospettati dal procuratore Robert Mueller (che indaga sul Russiagate, lo scandalo delle interferenze russe nelle presidenziali americane del 2016, dove Trump vinse su Hillary Clinton) di appartenere a operatori russi che come sostiene Fivethirtyeight, hanno dato vita a “una sofisticata e coordinata campagna per seminare disinformazione e discordia nella politica americana”, diretta da una vera e propria fabbrica di fake-news diffuse da un esercito di troll: la Internet Research Agency di San Pietroburgo con 400 dipendenti.
Il gioco sporco dei trolls russi ha riguardato anche l’Italia: la parte del materiale che è in italiano è nettamente schierato a favore di 5 Stelle e Lega. Non producono materiale originale in italiano ma rilanciano e diffondono, con una serie di retweet, i contenuti di altri profili che simpatizzano per i populisti.
Cosa rilanciavano i troll russi? Ad esempio, uno dei profili inquinatori era quello di Elena07617349 (ora chiuso, come quasi tutti quelli rintracciati) che si è distinto per la virulenza anti-Renzi e contro gli sbarchi di migranti. Anche dietro al falso tweet del figlio dell’allora ministro Poletti che, reagiva alle polemiche, insultando gli italiani, c’era la macchina russa delle fake-news.

Troll e fake news, dalla Russia con furore

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