Feste dell’Unità. L’Italia che non piega la testa. Democratica 11.09.2018

Anche quest’anno qualcuno si era divertito a darle per finite. Articoli, commenti, battute, fotonotizie. E invece migliaia di volontari silenziosamente, tenacemente e con pazienza infinita le hanno messe in piedi e fatte vivere. Così centinaia e centinaia di Feste dell’Unità in tutto il Paese si sono svolte e si stanno ancora svolgendo. Non è una cosa scontata, il momento non è assolutamente semplice e le nuove regole per la sicurezza non facilitano certo le cose.
Ne ho girate parecchie in tutta Italia e in tutte ho visto molta gente che faceva volontariato, veniva a mangiare e ad ascoltare i dibattiti.
C’è una grande voglia di partecipare, di dare una mano, di confrontarsi di aprirsi al dialogo, di capire e di ripartire. I volontari che hanno animato e animano le feste molto spesso hanno usato le loro ferie per montare le feste, per preparare cibo e programmi e per far vivere la nostra comunità.
La proposta delle mille feste antirazziste è stata accolta in tutti i territori e si sono animati dibattiti interessanti, spesso con interlocutori che da qualche anno non venivano alle nostre feste.
La Festa nazionale a Ravenna è andata molto bene, i dibattiti sono stati tutti molto partecipati e anche quando pioveva le sale si riempivano di persone che volevano capire, discutere e partecipare.
In parole povere, le Feste hanno dimostrato una cosa che a volte ci dimentichiamo per primi noi stessi, e cioè che il Partito Democratico è, per fortuna, molto di più che il dibattito sui giornali, è una comunità di persone, di volti, di storie che ci chiede a gran voce due cose: unità e fermezza.

L’Italia che non piega la testa

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *