Il 30 settembre contro l’assalto di M5S al cuore dello Stato. Democratica 24.09.2018

Che ne direste, compagni che dirigete il Pd, di precisare e concretizzare l’oggetto della manifestazione del 30 settembre? Era stata pensata in epoca diversa e rifletteva una giusta preoccupazione: quella del bullismo di Salvini, delle sue politiche di odio e, in seguito a tali politiche, dell’isolamento internazionale dell’Italia.

Invece il tempo che è passato dall’ideazione della manifestazione ha cambiato qualche termine della situazione e del quadro politico. E ha fatto emergere delle urgenze che andrebbero valutate, soppesate e considerate.

Non è venuto meno il pericolo Salvini. Per niente. Diciamo che si è ingigantito e, ormai troneggia, il pericolo 5 Stelle. Oggi il pericolo dei 5 Stelle è quello vivo, attuale e concreto. Siamo arrivati al nodo vero della situazione economica: le rivendicazioni, le promesse elettorali (trattate come cambiali da pagare ad ogni costo), le richieste dei 5 Stelle sono la mina che può farci deflagrare.Il reddito di cittadinanza è incompatibile con ogni ragionevole equilibrio della Legge di bilancio. E la pretesa di imporlo al ministro Tria ci conduce alla esplosione di ogni ragionevole prospettiva di stabilità.

Ma a tutto questo, alla concreta minaccia economica per i cittadini comuni (spread, decrescita, disoccupazione) rappresentata dalla politica dei 5 Stelle (che, per la verità, Cgil e sinistra Pd potevano evincere anche prima della Legge di Bilancio) si aggiunge oggi un fatto enorme: l’assalto, per finanziare promesse elettorali impossibili, al cuore dello Stato, alle funzioni indipendenti, di garanzia e autonome, dei dirigenti e dei funzionari pubblici. Neppure il fascismo arrivò a minacciare la Ragioneria dello Stato.

Il 30 settembre contro l’assalto di M5S al cuore dello Stato

 

 

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