La crisi del M5s è il fatto nuovo della scena politica. Democratica 27.10.2018

Luigi Di Maio è l’uomo politico più in difficoltà di questa fase. A Quasi 5 mesi dalla nascita del governo gialloverde, i Cinquestelle sono ormai con evidenza il punto “molle” della coalizione governativa. Lo si vede anche dai sondaggi, la Lega sta bene oltre il 30 e il M5s cala ogni volta di qualcosa. Ma è soprattutto la dinamica dei fatti a dirci che i grillini sono costretti a subire sulla propria pelle “le dure repliche della storia”: dall’Ilva al Tap al sostegno alle banche, è tutto un susseguirsi di atti di governo perfettamente contrari ai dogmi pentastellati. Per forza la base si ribella: ha votato altro. E saranno costretti a rivedere la politica su Genova (dove finora non hanno fatto niente), probabilmente a veder ridurre la portata del fantomatico reddito di cittadinanza. Di qui l’evidente stato di crisi nervosa di Di Maio, giunto ben oltre il ridicolo volendo polemizzare di economia con Mario Draghi.
Insomma, ormai è chiaro che il “capo politico” ha condotto il suo Movimento a fare la ruota di scorta di Salvini, ne ha svilito la funzione soi disant innovativa (la farsa dei vitalizi non basta certo a coprire questa realtà), mettendo in mostra una assoluta mancanza di capacità di governo condita da una penosa performance d’immagine, di cui Toninelli – ma anche Lezzi e Giulia Grillo – è il simbolo.

Il tutto in una crescente freddezza, se non – come detto – ostilità della “base”, come si è plasticamente visto alla triste adunata del Circo Massimo, resa ancora più tale dall’esibizione del vecchio comico Beppe Grillo, anch’egli sul viale del tramonto come Gloria Swanson nell’omonimo film di Billy Wilder.
A completare questo quadro disastroso ci sono le due sindache pentastellate. Che Chiara Appendino avesse imboccato una parabola discendente soprattutto dopo il dramma di Piazza San Carlo era chiaro. Ma la vera tragedia politica è quella di Virginia Raggi.
La settimana prossima la sindaca di Roma potrebbe essere condannata in primo grado per l’affare-Marra….. e  il fatto nuovo di queste ore – a Roma è scesa in piazza la gente normale, un’avanguardia di cittadini che si è stufata di una città – ci si scusi se la facciamo breve – dove non funzione niente, ma niente proprio. Al Campidoglio erano migliaia per dire basta. Un movimento civico che civico è bene che resti, senza strumentalizzazioni politiche.
Questo incrocio fra vicende giudiziarie e opposizione civica determina di fatto la crisi di Virginia Raggi, la cui parabola forse potrà reggersi ancora al massimo per qualche tempo ma che nella coscienza della città è già conclusa.

La crisi del M5s è il fatto nuovo della scena politica

 

 

 

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