Manovra, perché i conti non tornano. Democratica 2.11.208

I conti non tornano rispetto a quanto era stato prospettato inizialmente. Con l’approdo della manovra in Parlamento si prospettano settimane molto delicate per il governo, con una maggioranza che appare tutt’altro che coesa. E visto il prologo su condoni, Tav e Tap a cui abbiamo assistito in queste settimane, ci si aspetta uno spettacolo piuttosto movimentato fatto di schermaglie e scintille.
Perché i conti non tornano, si diceva. E le idee non combaciano. Nonostante siano stati messi a bilancio quasi 37 miliardi (di cui 22 di nuovo deficit) non ci sono abbastanza risorse per mantenere le promesse portanti.
“Quota 100” della Lega sembra più una finestra per permettere il pensionamento anticipato per alcuni (solo nel 2019). Il reddito di cittadinanza appare invece molto lontano dai 780 euro sbandierati durante la campagna elettorale.
E soprattutto, su entrambe le misure, ci sono ancora incognite assolute.
Il punto più controverso, infatti, è che quelle due misure nella manovra non ci sono proprio – cosa forse mai successa per provvedimenti di tale portata politica. Nella legge di Bilancio c’è un articolo generico che parla di un “fondo per reddito di cittadinanza e pensioni”. Tradotto: le due grandi promesse saranno definite in due distinti disegni di legge che verranno presentati successivamente.
Resta quindi una manovra ad alto tasso politico e con una forte componente di scommessa. Più che altro un azzardo, visti i difficili tempi di congiuntura economica difficile.

Manovra, perché i conti non tornano

 

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