La violenza contro le donne non ha passaporto. Democratica 25.11.2018

La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è stata istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che ha scelto la data del 25 novembre per ricordare il sacrificio di Patria, Minerva e Maria Teresa, tre sorelle che, a causa della loro militanza politica contro il regime del dittatore dominicano Rafael Leonida Trujillo, furono brutalmente trucidate nel 1960. Il sacrificio delle donne fu noto solo nel 1999, quando questa storia carica di violenza e di disuguaglianza di genere arrivò all’attenzione dell’Onu.
Anche l’Italia, dal 2005, celebra il ricordo di tutte le donne vittime di violenza. Perché purtroppo, ancora oggi, a casa, a scuola, al lavoro, per strada, su internet, una donna su tre subisce violenza fisica e psicologica. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici e le donne sono uccise soprattutto nell’ambito familiare o da conoscenti.
La violenza basata sul genere, inclusa anche la violenza domestica, come definita nella Convenzione di Istanbul, rappresenta una grave violazione dei diritti umani, che affonda le sue radici in una profonda, e persistente, disparità di potere tra uomini e donne e in una organizzazione patriarcale della società che ancora oggi permea le pratiche e la vita quotidiana di milioni di uomini e di donne in Italia.

La violenza contro le donne non ha passaporto

 

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