Minniti si ritira. Renzi, ipotesi scissione, ma lui smentisce. Democatica 6.12.2018

Minniti si ritira. “Ci sono momenti in cui bisogna assumersi delle responsabilità personali” anche a rischio di deludere le persone che su di te hanno atto affidamento, dice l’ormai ex candidato alla segreteria Pd. “Quando ho dato la mia disponibilità alla candidatura sulla base dell’appello di tanti sindaci e di molti militanti che mi hanno incoraggiato e che io ringrazio moltissimo, quella scelta poggiava su due obiettivi: unire il più possibile il nostro partito e rafforzarlo per costruire un’alternativa al governo nazionalpopulista. Resto convinto in modo irrinunciabile che il congresso ci debba consegnare una leadership forte e legittimata dalle primarie. Ho però constatato che tutto questo con così tanti candidati potrebbe non accadere. Il mio è un gesto d’amore verso il partito” continua l’ex ministro spiegando la sua decisione di ritirarsi dalla corsa. “Si è appalesato il rischio che nessuno dei candidati raggiunga il 51 per cento. E allora arrivare così al congresso dopo uno anno dalla sconfitta del 4 marzo, dopo alcune probabili elezioni regionali e poco prima delle europee, sarebbe un disastro”, prosegue.
Anche Delrio dice: “Lavoriamo tutti per l’unità e vogliamo che tutte le personalità del Pd, da Renzi a Gentiloni, da Zingaretti a Bonaccini a Martina, siano in una stessa comunità. Il nemico è fuori di noi, non dentro di noi – ha aggiunto – Se Renzi uscirà dal Pd lo seguirò? Spero non accada. Ma io sono entrato in politica per costruire il Pd sull’onda dell’Ulivo e morirò orgogliosamente democratico“.

Minniti si ritira. Renzi, ipotesi scissione, ma lui smentisce

 

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