Salvini sfregia la memoria di Forlì. Comizio dal balcone sulla piazza dove morirono i partigiani. Democratica 4.05.2019

Affacciato dal balcone del palazzo comunale, davanti a una folla con gli ombrelli aperti. Ha deciso di chiudere così Matteo Salvini, ieri sera a Forlì, il tour elettorale in Emilia-Romagna in sostegno dei candidati del centro destra alle prossime amministrative. Il discorso dall’alto dal Municipio, come era prevedibile, ha subito richiamato alla memoria scene di altri tempi.
“Usare il balcone del Municipio su Piazza Saffi per parlare ad una (per la verità scarsa) platea di un comizio- ha dichiarato- il sindaco uscente Davide Drei– sembra scimmiottare le adunate anteguerra del regime”. Assistere al comizio di Salvini è stato “qualcosa di penoso anche in riferimento alla scelta del luogo nel quale il vicepremier ha tenuto il discorso, piazza Saffi, che a Forlì è “un luogo di rispetto e memoria per i partigiani che qui vennero impiccati e per il sacrario delle vittime della guerra”.
Il comizio di Salvini è stato uno ‘sfregio’ alla memoria storica della città per il deputato Pd Marco Di Maio. “ll linguaggio dei simboli- ha commentato il parlamentare- conta spesso molto più delle parole. Matteo Salvini aveva tutto il diritto di tenere il proprio comizio anche a Forlì, ci mancherebbe. Lo ha fatto, però, sfruttando il proprio ruolo di ministro dell’ Interno per imporre ciò che non si è mai fatto: parlare al pubblico per un comizio politico usando il terrazzo del Municipio, proprio come si usava nel Ventennio. Un insulto alla storia della città e a quella piazza che vide appesi ai lampioni coloro che combatterono per darci la libertà; che ha un monumento dedicato al ricordo dei caduti della guerra; che è il luogo di tutti e non di una parte”.

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