La (lunga) strada della nostra alternativa. Democratica 27.05.2019

Oggi si può finalmente affermare che il Partito Democratico abbia vinto la sfida della propria sopravvivenza: un risultato niente affatto scontato dopo la batosta del 2018, di cui va dato merito sia a Nicola Zingaretti sia all’ampio clima di collaborazione che si è creato nel Pd durante e dopo il congresso. Una sfida vinta cui si somma la soddisfazione per il sorpasso sul Movimento Cinque Stelle, che ci accredita come unica forza di alternativa al sovranismo e che apre la strada al nuovo bipolarismo destra-sinistra.
La vera questione su cui dovremmo interrogarci è come percorrere questa strada, che si annuncia lunga e difficoltosa. Perché i quasi venti punti percentuali che oggi ci separano dal blocco nazionalista difficilmente saranno colmati da una strategia delle alleanze con partiti inevitabilmente piccoli e fragili, costringendoci a misurarci ancora una volta con quella vocazione maggioritaria che gli italiani mostrano di pretendere nonostante le vicessitudini delle leggi elettorali e delle mancate riforme costituzionali. Se non vorremo rassegnarci ad un ruolo di nobile e consistente minoranza, lungo la strada dell’alternativa servirà un racconto dell’Italia e del suo futuro che sia davvero competitivo con quello del nuovo partitone nazionalista. E a cui da domani dovremo lavorare tutti insieme.

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